Sia che andiate in nave che in aliscafo, sbarcherete al porto di “Sotto il monastero” che prende il nome dal sovrastante monastero benedettino, del 1200, sede del Comune di Lipari.

Se siete in macchina, in taxi o a piedi, imboccate la via Cappuccini, andate sempre dritti fino a via Vainicher, a metà strada sulla sinistra c’è il “Ristorante Martino”, che fa da panetteria, pizzeria, pasticceria, caffetteria, tavola calda e ristorante, fermatevi  a prendere le chiavi, sarete accompagnati all’appartamento dove vi saranno date tutte le indicazioni per l’uso.

martino

La prima mezza giornata la potete impiegare ad esplorare il centro storico di Lipari, ad un tiro di schioppo da casa. Non limitatevi al corso principale, ma passate dalle viuzze e dai vicoli, molto stretti e caratteristici e quasi tutti mantenuti abbastanza bene. E’ d’obbligo un salto a marina corta, il salotto di Lipari, dove, se ne avete voglia, potete sorseggiare una buona granita ai vari gusti (io prediligo quella al limone).

 

Il primo giorno, se disponete di un’imbarcazione, lo impiegherei a fare il giro di Lipari in senso antiorario. Superato il promontorio di Monterosa, vi appare la frazione di Canneto, seguita dalle montagne bianche di pomice, dove c’è una cava inattiva. Il pontile meglio tenuto serviva per caricare la pomice sulle navi transoceaniche (infatti, è una delle migliori al mondo e veniva esportata anche negli USA), qualche anno fa le cave sono state definitivamente chiuse. Se il mare è calmo, non potrete fare a meno di fare un bagno nelle acque color smeraldo.

canneto

Proseguendo, dopo “punta castagna”, troverete la frazione di Acquacalda, non fatevi ingannare dal nome, generalmente l’acqua è abbastanza fredda, la zona è esposta a tramontana.

Continuando il periplo, non state sempre sotto costa, allargatevi un po’ si gode un bel paesaggio. Dopo un po’ scorgerete la pietra del bagno, uno scoglio in mezzo al mare, prima di arrivare in prossimità di tale scoglio scoprirete una caletta, alla cui prima estremità c’è una grotta da sogno (grotta degli innamorati). Da fuori sembra molto piccola, ma entrateci senza timore è molto alta, se non ci sono meduse fateci il bagno scoprirete qualcosa di fantastico.

Dopo la pietra del bagno Vi appariranno i faraglioni con sullo sfondo Vulcano, costeggiando incontrerete la spiaggia di Vallemuria, dove il bagno è d’obbligo.

Avvicinandovi ai faraglioni occhio al “perciato” un arco nel promontorio, se avete fegato ed un’imbarcazione di poco pescaggio ci potete passare sotto.

Dopo i faraglioni c’è una spiaggetta detta “praia vinci”, a mio avviso la più bella in assoluto delle Eolie: se aspettate il tramonto il sole cala fra i due faraglioni (ovviamente secondo il periodo; a settembre sicuramente). Ancora qualche miglio e sarete arrivati da dove siete partiti.

vinci

In macchina potete fare lo stesso giro. Vi raccomando di andare a visitare il santuario della Madonna della Catena, a Quattropani, che troverete dopo la frazione di Acquacalda. Se il cancello a destra della chiesetta è aperto, entrate e spingetevi fino ai piedi dello sperone di pietra, il panorama è maestoso: sulla vostra sinistra, guardando il mare, Salina, Filicudi, Alicudi; di fronte Panarea e Stromboli; sulla destra Punta Castagna e le cave di pomice di Acquacalda.

Proseguendo verso Pianoconte, all’inizio dell’abitato c’è una stradina, che si vede male, all’imbocco della quale c’è un fabbro, da lì si va al Monte Sant’Angelo. Spingetevi fin dove finisce la strada cementata, io lascerei la macchina nel piazzalino con il pino nel mezzo e proseguirei a piedi fino in cima: scoprirete che ne valeva la pena.

angelo

Scendendo verso Lipari, sulla destra troverete un’ampia strada che vi porterà alle terme di San Calogero in disuso. Molto probabilmente sarete avvicinati da un signore che vi vorrà fare da cicerone, accettate, con pochi € di mancia vi farà vedere cose che altrimenti non potreste vedere.

Ritornando sulla strada per Lipari, fermatevi sul primo curvone a gustarvi l’unico ed indimenticabile panorama di “Quattrocchi”.

Una mattina va dedicata alla visita del museo archeologico che uno dei più importanti d’Europa, che è situato all’interno del castello dove c’è la cattedrale dedicata a San Bartolo, protettore di Lipari.

In un tardo pomeriggio andate all’osservatorio vulcanologico detto “semaforo”, non fermatevi nel piazzaletto, ma imboccate il viottolo dopo gli scalini e, ovviamente a piedi, spingetevi fintanto che non scorgerete sotto i vostri piedi i faraglioni. Uno dei pochi posti al mondo dove i gabbiani volano più bassi di voi e dove si può “ascoltare il silenzio”. Sarete compensati ampiamente della scarpinata.